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Un manifesto per le città future

Un invito all’azione del Forum di Lubiana per plasmare città orientate al benessere.

di Mara Di Berardo, Mathias Behn Bjørnhof, e Blaž Golob

lunedì 2 febbraio 2026
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Per lungo tempo, le conversazioni sulle città del futuro sono state spinte in due direzioni opposte. Da un lato, immagini potenti di progresso: edifici più alti, sistemi più veloci, tecnologie più intelligenti. Dall’altro, una crescente inquietudine per il fatto che queste stesse traiettorie stiano mettendo a dura prova le città sul piano sociale, ambientale ed emotivo, spesso più rapidamente di quanto riusciamo a governarle. Le riflessioni sulle città future indicano un problema più profondo: le città non devono confrontarsi solo con il tipo di futuro verso cui si stanno dirigendo, che comporta molte sfide anche di portata globale, ma anche con una definizione collettiva del futuro desiderato, che dovrebbe includere un’idea di benessere spesso difficile da tradurre in azioni concrete.

È proprio all’interno di questo spazio di tensione che è nato il Ljubljana Forum sul Futuro delle Città, che opera da quindici anni come luogo d’incontro tra foresight, pratiche urbane e tecnologia, collegando riflessioni a lungo termine con politiche, pianificazione, finanza e implementazione. Nel corso dell’edizione 2025, svolta il 2 e 3 ottobre 2025 al Castello di Lubiana e dedicata al tema “Città del benessere: infrastrutture per lo sport e il tempo libero”, i partecipanti hanno esplorato le pressioni urbane attuali, le aspirazioni di lungo periodo e i percorsi di transizione necessari per muoversi verso città orientate al benessere, fornendo le basi per il Manifesto del Forum di Lubiana 2025 lanciato al termine dei due giorni.

Il 15° Forum di Lubiana, ha riunito sindaci, urbanisti, architetti, accademici, finanziatori, ONG, leader industriali e giovani voci per esplorare come le città debbano evolversi in un’epoca caratterizzata dalla pressione climatica, dalla frammentazione sociale, dall’accelerazione digitale e dal cambiamento generazionale. Un messaggio centrale è emerso con chiarezza: le città non possono più essere progettate esclusivamente per efficienza, crescita o attrattività, ma devono considerare il benessere, inteso come combinazione di salute fisica e mentale, coesione sociale, inclusione, resilienza e partecipazione democratica, e spostarsi da una logica di performance a una di realizzazione per tutti.

Quindici anni di Ljubljana Forum sulle città del futuro

Le realtà urbane affrontano un decennio complesso, in cui la resilienza deve bilanciarsi con inclusione e progresso tecnologico. La video-intervista al presidente Blaž Golob: "Dobbiamo integrare sostenibilità, design e identità culturale".

Durante il forum, le infrastrutture sportive e per il tempo libero sono emerse come un’espressione significativa del benessere. Più che servizi opzionali, sono state riconosciute come infrastrutture urbane fondamentali al pari di mobilità, abitazioni e istruzione. L’architetto Peter Lorenz, vincitore del Ljubljana Forum Award 2025 per il progetto Ilirija Sports Citadel, ha sostenuto che garantire la sopravvivenza delle città democratiche richiede che architetti e urbanisti le progettino come spazi di dialogo vivente tra i cittadini, coinvolgendo le periferie per evitare di creare “Disneyland urbane” e sottolineando l’importanza di partecipazione e trasparenza come elementi essenziali di una pianificazione di qualità.

La dimensione politica del benessere è stata ulteriormente esplorata attraverso le prospettive dei leader cittadini. Sindaci e rappresentanti di Lubiana, Dubrovnik, Sarajevo e Nova Gorica hanno raccontato come le loro città si stiano servendo sport, cultura, strumenti digitali e partecipazione dei cittadini all’interno delle proprie visioni per il 2030 per rispondere a sfide molto diverse, ma ugualmente impegnative: dalla pressione turistica e dalla rigenerazione post-industriale all’adattamento climatico e alla ricostruzione post-conflitto.

Nel corso del Forum, i relatori hanno anche sottolineato che la previsione sociale e umana dovrebbe integrare pianificazione e tecnologia, non sufficienti da sole per guidare le città in un’epoca di incertezza persistente: dovrebbe aiutare le città a collegare le decisioni immediate con una direzione di lungo termine, navigando tra cambiamenti geopolitici, rischi climatici, innovazioni tecnologiche e trasformazioni sociali, grazie a nuove competenze di governance in grado di anticipare il cambiamento e di allineare gli investimenti a breve termine con valori di lungo periodo.

Il Forum ha discusso l’idea di una città come negoziatrice piuttosto che come macchina, un sistema vivente che media tra interessi concorrenti, orizzonti temporali e visioni del progresso, supportata da foresight, pianificazione e partecipazione. L’anticipazione può diventare una competenza civica, un modo concreto per immaginare, prepararsi e agire sul cambiamento prima che si verifichi.

Digitalizzazione, mobilità e resilienza non sono solo sfide tecniche, ma anche opportunità di creatività e crescita. Le città intelligenti richiedono intelligenza sociale. Raggiungono il successo quando la leadership precede la tecnologia, i progetti pilota vengono testati prima di essere estesi e il benessere dei cittadini guida le decisioni. La tecnologia deve servire le persone, e le ONG possono aiutare a tradurre l’innovazione digitale in valore sociale e fiducia comunitaria. La fiducia cresce attraverso apertura, equità e partecipazione, elementi che prevengono anche la creazione di “villaggi di Potemkin” dove le soluzioni esistono solo sulla carta ma non nella vita reale delle persone.

Il Forum ha guardato anche oltre l’Europa, ponendo le città al centro della cooperazione globale con Africa, India, Cina e America Latina. Le città prosperano quando l’“heartware”, l’infrastruttura sociale ed emotiva di fiducia, appartenenza e solidarietà, guida lo sviluppo insieme ad hardware e software.

La voce della Generazione Z ha aggiunto urgenza a queste discussioni. I giovani partecipanti hanno evidenziato salute mentale, ansia climatica, esclusione sociale e mancanza di rappresentanza come sfide urbane decisive. Hanno chiesto che sport, tempo libero e spazi verdi siano riconosciuti come infrastrutture essenziali e hanno insistito affinché i giovani vengano coinvolti come co-creatori delle politiche urbane, e non come beneficiari passivi.

Il primo giorno del Forum si è concluso con un laboratorio collettivo in cui è stata immaginata la Città del Benessere nel 2045. I partecipanti hanno applicato il framework dei Tre Orizzonti (Three Horizons), un metodo per comprendere e guidare il cambiamento sistemico. 3H collega il presente ai futuri desiderati (o dichiarati), identificando futuri divergenti che possono emergere dalle tensioni, e suddivide il tempo in presente, medio termine e lungo termine, esplorando le interazioni tra i tre orizzonti. Circa 40 partecipanti hanno preso parte alla sessione, passando dalle pressioni urbane odierne alle aspirazioni a lungo termine e infine ai cambiamenti in grado di colmare i divari esistenti.

Nella seconda parte del Forum, l’attenzione si è spostata dalla visione alla pratica. Il foresight strategico è diventato uno strumento operativo per le città, illustrato con esempi concreti di come l’anticipazione possa guidare decisioni su energia, clima e investimenti a lungo termine, come dimostrato dai casi di Rotterdam e Ginevra.

Il Ljubljana Forum 2025 – Città del Benessere si è concluso con un messaggio forte e orientato al futuro, il Manifesto 2025, che ha riunito quindici anni di esperienza, innovazione e collaborazione tra leader urbani, pianificatori, esperti di futuri, imprese, ONG, governi e istituzioni europee attorno a tre principi guida:

  • Agire insieme: promuovere la cooperazione multi-attore tra leader urbani, esperti, imprese e cittadini, sostenendo una governance urbana inclusiva, trasparente e partecipativa basata sulla responsabilità condivisa nel definire l’interesse comune rispetto a sfide specifiche;
  • Pianificare in Anticipo: porre l’accento sul foresight strategico e sulla pianificazione di lungo termine per anticipare sfide come cambiamento climatico, incertezza economica e trasformazioni demografiche, promuovendo una governance basata sui dati e sull’anticipazione;
  • Promuovere il benessere: evidenziare la traduzione della visione in risultati concreti, sottolineando che la tecnologia deve servire le persone, favorendo inclusione sociale, salute, sostenibilità ed equità.

Con circa 960 città europee con più di 50.000 abitanti, che rappresentano il 75% della popolazione e si distribuiscono in 39 paesi, inclusi i Balcani occidentali, l’Ucraina e la Turchia, il Manifesto lancia un chiaro invito all’azione a tutte le città europee. Le invita a collegare pianificazione e anticipazione, a co-creare un Modello Europeo di Città del Benessere e a costruire sistemi urbani coerenti, inclusivi e orientati al futuro, incoraggiandole ad attuare il Manifesto attraverso progetti pilota, laboratori di futuri e reti di cooperazione interurbana. I tre principi guida delineano una nuova etica urbana: pensare in modo olistico, non lasciare indietro nessuno e prepararsi al futuro prima che emergano le crisi.

Originariamente apparso in versione completa su Futures Digest

Copertina: Galina Nelyubova/unsplash